> Nel
1959, in una delle mie escursioni di curioso, in un negozietto
di Portobello Market, a Londra, in un angolo, a terra, vidi una
scatola in legno sul cui coperchio c'era scritto: “Macchina
elettromedicale per malattie nervose". Ne rimasi affascinato
e la comperai per una sterlina. Nacque così l'idea e la
passione di collezionare strumenti medicali da aggiungere a quelli
lasciatimi da mio padre.
Come
ogni collezionista potrà capire, incominciò la ricerca
meticolosa di qualunque strumento che avesse attinenza con la
Medicina. Ricerca fatta in fiere, mercati, negozi di antiquariato
e perché no, negli scantinati di vecchi ospedali. Parigi
è famosa per le sue ricchissime fiere di antiquariato,
che sono allestite al Grand Palais o nella piazza antistante la
Torre Eiffel o sotto la sopraelevata della Metrò nei pressi
di Montparnasse o addirittura su un'isoletta sulla Senna. Londra
e Brighton sono altri posti famosi per i loro negozi di antiquariato,
gestiti da persone colte e sapienti che rifiutano di trattare
qualunque oggetto che non sia in stato di perfetta conservazione
e di cui spesso ne conoscono la storia e tutte le caratteristiche
funzionali.
Nella collezione vi sono alcuni oggetti la cui rarità è
legata soprattutto alla loro stessa fragilità o deperibilità
dei materiali. Per
esempio, l'estrattore di calcoli vescicali, in una sua importante
parte è costituito da "crini di cavallo" molto
appetiti dalle tarme.
Per inciso, di tale strumento perfettamente conservato, ne esistono,
di cui si sappia, solo due esemplari, uno al Museo del Royal College
of Surgeons e l'altro qui a Villafranca Tirrena.Un
altro esempio di materiale deperibile sono i palloni respiratori
delle maschere di Ombredanne, che sono ottenuti da vesciche di
maiale essiccate. A proposito di tali apparecchi di Ombredanne
si fa osservare una peculiarità: nel Museo di Villafranca
Tirrena vi sono quattro di tali apparecchi identici nella concezione
tecnica ma diversi nelle fogge perché costruiti in Nazioni
diverse.
Dott. Paolo Badessa