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LA MEDICINA NELL'EVO MODERNO
La prima operazione all'addome ben documentata fu una laparotomia
eseguita senza anestesia nel 1549 da chirurghi viennesi. L'operazione
salvò la vita ad una donna che aveva avuto una gravidanza
extrauterina. La prima colicistectomia di cui si ha notizia risale
al 1882 e fu eseguita da Carl Langenbuch su un uomo di 43 anni
che soffriva di coliche biliari. La prima asportazione della cistifellea
venne eseguita in Inghilterra nel 1884.
La
prima appendicectomia documentata risale al 1885. "Il sogno
è divenuto realtà: oggi è possibile eseguire
operazioni senza dolore"! È una celebre frase pronunciata
dal chirurgo Johann Friedrich Dieffenbach (1794-1847) che per
primo sperimentò l'etere in Europa. Gli unici analgesici
di rilievo adoperati nell'antichità e nel Medio Evo (principalmente
nella medicina araba) erano l'hascisc, la mandragora e l'oppio. Per
l'introduzione dell'etere e del cloroformio bisogna attendere
la seconda metà dell'800.
La batteriologia ha il suo pioniere e simbolo nel medico francese
Louis Pasteur (1822-1895) studioso dei processi di fermentazione,
"inventore" della pastorizzazione, procedimento che
prende il suo nome, ricercatore e scopritore del vaccino contro
la rabbia.
Parallelamente, il professore berlinese Robert Koch (1843-1910)
individuò i bacilli della tubercolosi e del colera e sperimentò
nuovi metodi per la coltivazione dei batteri.
Il
prof. Theodor Billroth, che operava in una evoluta struttura ospedaliera
viennese, è ritenuto un padre della chirurgia moderna,
per l'apertura verso le nuove tecniche di anestesia e per l'attività
instancabile nell'impiego di ogni accorgimento nel campo dell'antisepsi
(difesa contro i batteri) e dell'asepsi (eliminazione dei batteri).
Per rendersi conto dell'importanza della figura di Billroth è
bene rammentare che alla fine dell'800 i chirurghi inglesi e americani
usavano più volte gli stessi camici e gli stessi guanti
(spesso di cotone, più raramente di gomma!).