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LA MEDICINA NEL MONDO ANTICO Le antiche civiltà svilupparono condizioni favorevoli e al tempo stesso avverse al progresso della medicina. Gli Aztechi ereditarono dalle loro più antiche culture un enorme bagaglio di conoscenze. I loro coltelli di ossidiana erano affilati come bisturi moderni, il concetto di igiene e pulizia era molto avanzato e le loro operazioni superficiali avevano più possibilità di successo di quelle condotte in Europa fino al XIX secolo. D'altra parte le culture precolombiane attribuivano poco valore alla vita umana e, di conseguenza, alla professione del medico. Alla mancanza di metodo scientifico suppliva in parte una profonda conoscenza di rimedi e medicamenti naturali, tramandata oralmente. |
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Figura
chiave e simbolica della nuova medicina greca fu Ippocrate (vissuto tra
il V ed il IV secolo a.C.) di cui riportiamo un significativo aforisma:
"Quello che i farmaci non possono curare lo cura il bisturi, quello
che non cura il bisturi lo cura il cauterio, quello che non si può
curare con il cauterio è incurabile". Ippocrate rappresentò
la nascita di una medicina libera da presupposti teurgici e filosofici,
basata sull'osservazione e sul metodo.
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